sabato 30 aprile 2011

La Chiesa di Sant'Alfoso de' Liguori e l'Icona della Madonna del Perpetuo Soccorso.Roma

In zona Esquilino, a pochi metri dalla maestosa basilica di Santa Maria Maggiore, sulla via che porta a San Giovanni, via Merulana, si incontra questa chiesa consacrata al Santissimo Rendentore e dedicata a Sant'Alfonso Maria de' Liguori, fondatore della congregazione dei Redentoristi, o Padri Liguorini.


L'edificio si trova arretrato rispetto al perimetro stradale ed è sopraelevato e protetto da una cancellata. Una scalinata in marmo bianco conduce al portale della chiesa classificata come primo esempio di "gothic revival" o neogotico. Fu eretta ex novo tra il 1855 e il 1859, sotto il pontificato di Pio IX, su progetto dell'architetto inglese George Wingley.Il progetto di Wingley in realtà era in stile neogotico ma con forti influssi regionali del centro Italia e con scarso verticalismo.
Il luogo in cui sorge la chiesa è quello in cui si trovava Villa Caserta, o Caetani, che venne acquistata e trasformata in chiesa e convento. Secondo la tradizione durante la costruzione fu trovata una moneta d'oro veneziana con l'effige del Redentore.
Quando nel 1866 la chiesa venne ad ospitare  l'Immagine della Madonna del Perpetuo Soccorso, in precedenza posta nella chiesa di San Matteo, sempre in Via Merula, e distrutta agli inizi dell'800, si decise di abbellire la chiesa e impreziosirla con marmi colorati, bronzi cesellati e pitture che imitavo mosaici.
L''edificio fu notevolmente modificato a fine secolo da Maximilian Schmalzl, redentorista e illustratore di pubblicazioni liturgiche, che conferì alla chiesa l'aspetto attuale in tutto corrispondente ai cononi della corrente archiettonica nordeuropea in voga all'epoca a Roma. Ne risultò un'aula di culto con endonartece con navata centrale e due navatelle con sei cappelle per ognuna. Fu in quell'occasione che venne posizionata la scalinata antistante.
Nel timpano centrale, all'esterno, è riprodotto l'immagine della Madonna del Perpetuo Soccorso in mosaico policromo, al di sopra la statua del Santissimo Redentore. Nei timpani laterali ci sono invece Sant'Alfonso e San Clemente Hofbauer. In alto, al centro della facciata un rosone con l'immagine dell'icona della Madonna.




Soprattutto l'interno la chiesa subì i maggiori cambiamenti come la costruizione un matroneo con trifore sopra le cappelle laterali. Le pitture orginarie furono sostituite da marmi e nuovi affreschi. Anche il pavimento fu completamente rifatto.


Nell'abside si trava il mosaico di Cristo Redentore tra la Vergine Maria e San Giuseppe realizzato nel 1964.


Nell'abside è conservata l'icona rappresentante la Madonna del Perpetuo soccorso di scuola cretese del XIV secolo dipinta su tavola di legno. L'icona vede raffigurata la Madonna con in braccio Gesù bambino e ai lati gli arcangeli Gabriele e Michele con i simboli della Passione: la lancia, la spugna, la croce e i chiodi.
Colpiscono alcuni particolari: Gesù rivolge lo sguardo alla croce e con le mani si aggrappa alla Madre afferrandole il pollice. Un sandalo di Gesù è slacciato e penzola dal piedino. Delle lettere greche identificano i personaggi.
Secondo la tradizione l'icona venne rubata da un santuario sull'isola di Creta nel XV secolo. Fu un mercante a compiere il gesto e questi la nascose tra le sue merci e salpò per l'occidente. Purtroppo la barca naufragò ma miracolosamente tutti si salvarono. Il mercante a quel punto custodì la preziosa e miracolosa icona fino alla morte, quando la affidò ad un amico che promise di donarla ad una chiesa ma così non fu. Solo quando anche questo personaggio morì la Madonna apparve in sogno alla figlioletta la quale riferì alla madre che la Vergine aveva espresso il desiderio di essere portata nella chiesa di San Matteo. La madre si convinse a portare l'icona nella chiesa solo il  27 marzo del 1499, dopo che aveva già disobbedito diverse volte al volere della Vergine ed era caduta gravemente malata.  Guarì solo dopo aver toccato l'icona. Questa venne conservata a San Matteo fino a quando le truppe napoleoniche non distrussero la chiesa e l'icona fu traslata nella chiesa di Santa Maria in Posterula, nascosta e dimenticata.
Quando i Redentoristi entrarono in possesso del terreno dove prima sorgeva la chiesa di San Matteo per costruire la loro Casa Generalizia a Roma riuscirono a recuperare l'icona della Madonna nel 1866 e da allora viene custodita e venerata nella chiesa del Santissimo Redentore.
L'icona fu sempre molto venerata nella città di Roma e in tutto il mondo tanto che sono molte le copie riprodotte e i santuari a lei dedicati e molti fedeli ogni anno si recano al santuario per chiedere una supplica alla Madonna.
Nelle vicinanze della chiesa , sul lato opposto della strada, su un muro di uno dei palazzi è stata posta una copia dell'icona a ricordo della casa dove fu custodita per anni prima di essere donata alla chiesa di San Matteo.
Durante il restauro degli anni '90 le analisi al radiocarbonio confermarono la datazione del legno al XIV-XV secolo mentre dall'analisi artistica venne fuori che la pigmentazione della vernice risaliva al XVII secolo spiegando la commistione di elementi orientali e occidentali nella resa dei volti.

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